Formazione

ABIO richiede una formazione specifica per preparare i volontari all’accoglienza in pediatria.

Cosa facciamo

Una presenza qualificata non si improvvisa

Svolgere volontariato con ABIO richiede un percorso formativo strutturato. Accogliere bambini, ragazzi e famiglie in un contesto delicato come quello ospedaliero richiede sensibilità e preparazione: ascoltare i bisogni dei bambini ricoverati, saper stare accanto alle famiglie in un momento difficile, conoscere le dinamiche del reparto e muoversi con discrezione, rispettando il proprio ruolo all’interno di un contesto sanitario complesso.

Il percorso formativo

l percorso si articola in tre fasi

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Incontro informativo

Presentazione della storia di ABIO, della sua organizzazione e del ruolo del volontario. È il primo contatto con il mondo ABIO, aperto a chiunque voglia conoscere meglio il servizio e le sue specificità prima di impegnarsi, un appuntamento indispensabile per poter proseguire.

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Corso teorico

Approfondimento delle tematiche legate al ruolo, alle caratteristiche dell’Associazione e a quelle del servizio. Incontri di gruppo, realizzati con metodi interattivi: una fase di autovalutazione e valutazione al volontariato ABIO, lezioni sulla conoscenza di sé come volontario, sulla psicologia dell’ospedalizzazione e sulle modalità di relazione con i piccoli pazienti e con le loro famiglie, incontri sulla vita di reparto, e sull’associazionismo. Un percorso che prepara non solo a fare, ma a capire perché.

03 / 03

Tirocinio

Circa sei mesi in affiancamento a volontari già attivi nel reparto. È la fase in cui la formazione teorica diventa pratica quotidiana, con il supporto di chi il servizio lo svolge già da anni.
A ciascun volontario è richiesta la disponibilità a garantire un turno fisso di mezza giornata ogni settimana, oltre alla partecipazione alle riunioni di reparto e alla vita dell’Associazione. Una volta in servizio, sono previste iniziative di formazione permanente con aggiornamenti periodici.

Il ruolo della Fondazione

Fondazione ABIO Italia coordina i percorsi formativi su tutto il territorio nazionale, definisce le linee guida e supporta le Associazioni locali nell’organizzazione dei corsi. Garantisce uniformità nei contenuti e negli standard di qualità, indipendentemente dalla sede in cui il volontario opera.

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Non sapevo cosa aspettarmi dal corso. Pensavo fosse una formalità. Invece è stato il momento in cui ho capito davvero cosa significa stare accanto a un bambino ricoverato: non distrarlo, non consolarlo a tutti i costi, ma esserci. Dopo sei mesi di tirocinio mi sono sentita pronta. E ancora oggi, dopo tre anni, continuo a imparare.

Nome e Cognome
Volontario ABIO

Domande frequenti

Tutto quello che ti chiedi prima di iniziare

No. Il percorso formativo ABIO è aperto a tutti, indipendentemente dagli studi compiuti o dal bagaglio  professionale. È il corso stesso a fornire gli strumenti necessari per operare in reparto in modo attento e consapevole, secondo il metodo ABIO.

È richiesto un turno fisso di mezza giornata a settimana, più – secondo cadenze stabiite da ciascuna Associazione – la partecipazione alle riunioni di reparto e alla vita associativa.

I corsi sono organizzati dalle Associazioni ABIO locali. Puoi trovare la sede più vicina a te e scoprire quando è previsto il prossimo corso.

Sì, purché tu possa garantire la continuità del servizio richiesta.

Al termine del tirocinio, se il percorso viene completato e valutato positivamente, diventi volontario ABIO a tutti gli effetti.